La riscoperta e la salvaguardia delle tradizioni in tutte le loro espressioni resta il motivo dominante di «Ittiri Folk Festa», il festival internazionale di canti e danze popolari che si svolge a Ittiri dal 18 al 20 luglio con un prologo nel centro storico di Alghero. Ieri mattina la manifestazione è stata presentata alla stampa e alle autorità nella sala della Camera di Commercio di Sassari. Il sindaco di Ittiri, Tonino Orani, ha colto l’occasione per mettere in risalto li vero significato della festa, che è quello di approfondire valori come l’amicizia, la solidarietà e la collaborazione tra i popoli. Il primo cittadino ha poi elogiato l’organizzazione, diventata ormai «praticamente perfetta».
Il sindaco ha aggiunto che il sostegno del Comune è diventato ancora più concreto sotto il profilo finanziario. Un aiuto in questo senso è stato annunciato all’associazione Ittiri Cannedu (e alle altre impegnate nella valorizzazione dei temi popolari) dall’assessore provinciale alla Cultura, Sergio Mundula.
Anche quest’anno il comitato guidato da Piero Simula convoglierà a Ittiri formazioni di varie parti del mondo. Dopo nove anni ritorna un gruppo caucasico, l’Ensembie Goretz, dell’Ossezia. E ci saranno anche i Sioux del Michigan, gruppi della Manciuria, del Senegal e dell’Honduras. L’Europa sarà rappresentata da Spagna, Lituama e Slovacchia. Dalla penisola arriveranno i «Gualani del Pollino» di Castrovilari. Anche quest’anno, gli organizzatori premieranno una personalità sarda distintasi e fattasi apprezzare nel mondo. La scelta è caduta sullo scultore Pinuccio Sciola. 11 premio Zenias sarà consegnato il 19 luglio. Il Festival comincerà giovedì ad Alghero. Sul lungomare Barcellona sfileranno i gruppi di Ossezia, Honduras, Manciuria e, per la Sardegna, le formazioni di Vilaurbana e di lttirL Venerdì appuntamento a Ittiri con Sonos e ballu: percorso itinerante con gli strumenti della tradizione. A fine serata, piazza del Comune, Nottibianche.
Sabato alle 21 ci sarà la parata dei gruppi per le strade del centro storico. Altra sfilata domenica alle 18, con la partecipazione di tutti i gruppi italiani e stranieri invitati dall’organizzazione Molto importanti le manifestazioni collaterali: Venerdì alle 18, incontro di studi sul tema «L’organetto e la trasformazione della musica popolare in Sardegna». Alle 19, inaugurazione della mostra «Organittos»; alle 19,30 «Domos e sonos», ovvero gli ambienti e le melodie della tradizione. Alle 20 sarà inaugurata la mostra Feminas, pizzinnas e poppias». Sabato alle 18 parte «Domos», immagini di un percorso architettonico ed etnografico. Seguirà «Le vetrine di Folkfesta», esposizione di abiti e oggetti tradizionali. Quindi, «L’angolo del gusto» con esposizione e degustazione di olio e vino del territorio. Domenica, infine, Mercato dell’Antiquanato, organizzato dall’associazione dei mercanti d’arte della Sardegna e in particolare dal suo presidente Luciano Serra. Alle 11, nella chiesa di San Pietro, messa dei popoli.