Si è svolto venerdì scorso ad Ittiri il convegno di presentazione del Progetto Pilota “R.E.C.A. - RETE DEI CENTRI DI AGGREGAZIONE SOCIO CULTURALE”.
Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna e promosso dal Consorzio “Cultura è Legalità”, formato da sei comuni: Banari, Ittiri, Olmedo, Romana, Uri e Usini, si preannuncia come il più vasto programma di azioni mai realizzato sul territorio a vantaggio della popolazione locale, con l'obiettivo di arginare la crescente e preoccupante diffusione dell'illegalità che, in specifiche aree, assume i contorni dell'emergenza sociale.
Alla presenza di un
pubblico numeroso e attento hanno aperto il convegno con il loro
autorevole intervento il Prefetto di Sassari Dott. Paolo Guglielman ed
il Questore Dott. Cesare Palermi. Il primo ha spiegato quanto sia
importante, nella lotta all'illegalità, creare aggregazione tra le
varie realtà locali e fare in modo che i cittadini, soprattutto i più
giovani, recuperino lo spirito di partecipazione alla vita sociale e la
cultura identitaria legata alla propria comunità, mentre il secondo ha
affermato che portare nelle scuole e nei percorsi educativi in genere
l'insegnamento al rispetto della legalità e delle regole è il primo
passo per evitare l'insorgere di comportamenti devianti.
Oltre a queste due importanti figure istituzionali era presente anche
l'Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Tenente Colonnello Marco
Piccoli del Comando Provinciale di Sassari, il quale ha spiegato come
l'Arma abbia da tempo avviato varie iniziative a carattere informativo
per promuovere la “cultura della legalità” soprattutto nei centri più
piccoli e con particolare attenzione alla difesa delle fasce più deboli
della popolazione come ad esempio gli anziani.
Si è poi entrati nello specifico con il Sindaco di Ittiri Tonino Orani
che, in veste di Presidente del Consorzio “Cultura è Legalità”, ha
illustrato le principali azioni promosse dal Consorzio stesso
nell'ambito del PON Sicurezza, programma operativo promosso dal
Ministero degli Interni, che basa le sue azioni principalmente
sull'arricchimento del patrimonio culturare della popolazione inteso
come strumento per combattere l'illegalità. Orani ha poi illustrato in
dettaglio tutte le azioni che, in quest'ambito, il Consorzio sta
portando avanti e, a seguire, è stato illustrato nei dettagli il
progetto pilota R.E.C.A. da uno degli esperti che hanno contribuito
alla sua stesura: il Dott. Adriano Ferracuti.
Il convegno è proseguito con l'intervento dei Sindaci dei comuni che
aderiscono al Consorzio che hanno esposto le varie situazioni di
illegalità presenti nei propri centri e le azioni intraprese dalle
Amministrazioni per favorire il ripristino della legalità. In
particolare il Sindaco di Usini Giuseppe Achenza ha parlato di come nel
proprio centro, con la migrazione interna in atto da qualche anno dalla
vicina città di Sassari, che ha visto aumentare la popolazione di oltre
400 unità, si stiano creando numerose situazioni a rischio di
illegalità per la difficoltà di inserire in così breve tempo i nuovi
arrivati nel tessuto sociale del paese. Giampiero Cordedda e Luigi
Ruiu, rispettivamente sindaci di Banari e Olmedo hanno illustrato come
nei loro centri si stia promuovendo la cultura della legalità
soprattutto fra i giovani, con l'avviamento di attività sportive,
musicali e di incontro che saranno attuate nei locali che per questo
scopo sono in fase di ristrutturazione con i fondi messi a
disposizione, nell'ambito del progetto, proprio con questo obiettivo.
Infine il sindaco di Uri Giovanni Biddau ha parlato della Biblioteca
delle Scienze Sociali, altra iniziativa prevista dal progetto che vedrà
la luce nel proprio centro con libri e testi specifici sulla legalità
e, come prima iniziativa, ha simbolicamente regalato ai presenti il
libro del giornalista Roberto Saviano “Gomorra”.
E' stato poi il turno di Don Gaetano Galia, educatore salesiano e
presidente della Cooperativa Sociale “Il Sogno”, che gestisce due
comunità alloggio per giovani disadattati, il quale ha parlato
dell'educazione al rispetto delle regole come primo passo in un
percorso di interiorizzazione della legalità da parte dei giovani e di
come, all'interno del tessuto sociale, il comune, la scuola, le
parrocchie e il volontariato siano i principali attori nella creazione
di tali percorsi formativi.
La D.ssa Mariangela Faedda, a nome degli “attori locali” che
collaboreranno alla realizzazione del progetto e che sono la
Cooperativa Sociale Manitese di Ittiri, la Cooperativa Sociale Robinson
di Sassari e l'Associazione Culturale Paulis di Uri, ha affermato che
come operatori del sociale hanno aderito con entusiasmo al protocollo
d'intesa e che il loro principale compito sarà portare i contenuti del
progetto tra la popolazione e soprattutto tra i giovani con i quali
tenteranno di “ripensare” il tempo libero e i momenti di incontro come
occasioni da sfruttare costruttivamente a vantaggio della propria
crescita culturale e del proprio benessere nei rapporti sociali.
Infine il Dott. Giampaolo Cassitta, dirigente responsabile regionale
del trattamento dei detenuti negli istituti penitenziari, ha parlato di
quanto sia difficile spiegare, soprattutto ai giovani, qual'è il
confine tra legalità e illegalità soprattutto quanto tale confine viene
continuamente modificato per effetto di nuove disposizioni legislative.
Al termine del convegno c'è stato un interessante e animato dibattito
con l'intervento di diversi operatori del sociale e di semplici
cittadini. Particolarmente toccante l'intervento di un allevatore
ittirese che essendo da tempo vittima dei soprusi perpetrati a suo
danno da alcuni delinquenti locali ha chiesto, con toni accorati, che
chi ne ha competenza intervenga per far uscire lui e la sua famiglia da
questo incubo nel quale si trova a vivere quotidianamente.