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«Cultura è legalità»: un progetto che coinvolge un consorzio di comuni.

18 Novembre 2008

«L’impegno di tutti i soggetti coinvolti nel progetto Reca ha dato i suoi risultati». Con queste parole il sindaco di Ittiri Tonino Orani ha iniziato il suo discorso nell’incontro conclusivo del progetto pilota Reca, davanti ad un folto pubblico presente all’Auditorium comunale. «E dalla numerosa partecipazione dei giovani ho la sensazione che in questi mesi si sia lavorato talmente bene tanto da recuperare quel vuoto che, nel primo incontro, avevo segnalato poter essere causa della nostra scarsa o non adeguata attenzione degli adulti verso il mondo giovanile».

«Cultura è legalità»: un progetto che coinvolge un consorzio di comuni.

«Reca» è la rete dei centri di aggregazione sociale. «E debbo rilevare, con vera soddisfazione, - ha detto Orani - che grazie alle cooperative Manitese di Ittiri, Robinson di Sassari e all’Associazione culturale Paulis di Uri, la strada che porta allo stato di “Cultura è Legalità”, anche se ancora lunga, può essere percorsa e conclusa con vero successo».
Tra le iniziative promosse dal consorzio di cui fanno parte i Comuni di Ittiri, Banari, Uri, Romana, Usini e Olmedo, l’incontro nel carcere minorile di Quartucciu con i ragazzi della Comunità “La collina”. «In quell’occasione - ha detto il sindaco -, si è percepita la sensazione della necessità di seguire i giovani nei momenti delle loro difficoltà, soprattutto in quelli in cui commettono degli errori, commisurati alla loro crescita, a volte scarsamente supportata da istituzioni e famiglie. Ho il piacere di vedere che - ha concluso - un problema che rendeva difficile la vita di un nostro concittadino e stato risolto e questi potrà tornare ad una vita normale, come è diritto di ciascuno in una società in cui la cultura è legalità».

Giovanni Biddau, sindaco di Uri, ha posto l’accento sul percorso virtuoso che porta inevitabilmente a risultati positivi. «Ad Uri - ha affermato Biddau - Paulis, l’Associazione che ha aderito al progetto Reca e che da oltre vent’anni opera nel sociale ha organizzato un percorso servendosi della Biblioteca nella quale sono state allestite delle postazioni internet finalizzate a far conoscere la “Legalità nella globalizzazione”. Un forte successo - ha tenuto a sottolineare Biddau - è stato conseguito con la lettura “Gomorra” il libro di Roberto Saviano. Purtroppo, il mondo del volontariato cui prevalentemente si ricorre in questi casi sta invecchiando sul versante anagrafico, occorre coinvolgere più giovani se si vuole dare continuità ad un servizio sociale oggi assolutamente indispensabile per un futuro di legalità».

Stefano Pira, docente universitario e collaboratore di Pino Arlacchi, lo studioso italiano di fenomeni mafiosi, ha posto l’accento sulla difficoltà di parlare, oggi, ai ragazzi. «Arrivo da Bitti, il mio paese d’origine, dove partecipavo a un incontro su Giorgio Asproni. Ho voluto essere a Ittiri per toccare con mano il vero cambiamento che lo stato democratico ha operato in un territorio dove appena 300 anni fa si uccideva per una testimonianza. Oggi non è più così perché dove non viene accettato il teorema mafia uguale accettazione della prepotenza, lì esistono i presupposti per una convivenza che articola la sua vita tra famiglia, Stato e istituzioni in un circuito virtuoso i cui frutti sono appunto la cultura e quindi la legalità. Si è molto filosofato - ha proseguito Pira - che in Sardegna i più efferati delitti fossero il frutto di una società povera. Non è assolutamente vero, basta ascoltare le storie di molti adulti che durante l’infanzia venivano privati della socialità e lasciati per mesi da soli con le greggi in una campagna che presentava mille insidie dalle quali bisognava difendersi.
In queste persone non ha potuto e non poteva operare alcun condizionamento una cultura che non c’era e quindi la legalità appariva una cosa astratta e lontana. Graziano Mesina, la famigerata “primula rossa” - ha concluso Pira - decrive bene nei suoi racconti lo stato di crescita “illegale” in cui vivevano i bambini che avevano contatti col mondo a cadenze trimestrali e oltre. Oggi le cose sono diverse e Reca nasce appunto in un’ottica di divulgazione e sensibilizzazione alla legalità».

Vittoria Casu, assistente sociale per la giustizia minorile ha rappresentato il vivere sociale e legale come un «alveare in cui tutte le api hanno un proprio ruolo così come deve avvenire tra le persone per ottenere un vivere civile con regole condivise. La famiglia - ha puntualizzato Vittoria Casu - è chiamata a svolgere un ruolo primario nel circuito della legalità in quanto, interfacciandosi con le istituzioni, assieme alla scuola, creino nei giovani quello spirito di reciproco rispetto che sta alla base di una società in cui la cultura sia il volàno per una accettazione e costruzione della legalità».

Ha concluso la serie di interventi, il tenente Gialuca Zara del Comando Carabinieri di Alghero. «Il corpo dei Carabinieri non ha come compito primario la repressione, perché se così fosse significherebbe che le istituzioni nel loro insieme hanno fallito nel proprio ruolo. Iniziative come questa di oggi - ha sottolineato Zara - servono a rapportare nel dovuto modo il cittadino con chi è chiamato ad amministrare la giustizia». Rivolgendosi ai giovani presenti il tenente Zara ha portato all’attenzione del pubblico i reati che più comunemente commettono gli adolescenti. «Tra questi - ha sottolineato il rappresentante dell’Arma -, continuano ad avere un ruolo primario il consumo e lo spaccio di droga. Segue il consumo di sostanze alcoliche che per quanto sottovalutate dai giovani rappresentano uno degli elementi primari di morti sulle strade. Come carabinieri siamo a disposizione di quanti vogliono concorrere e collaborare per una società più giusta e legale. Per farlo i giovani e i meno giovani possono far uso del sito www.carabinieri.it, in cui si possono trovare anche consigli che aiutano a prevenire il bullismo e altre forme di prevaricazione nel pianeta giovanile». Il dibattito è stato condotto da Adriano Ferracuti.
Fonte: La Nuova Sardegna del 18/11/2008 - Vincenzo Masia

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