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Il comune di ITTIRI risparmia con i «dibawatt»

08 Aprile 2009
Ridotti i consumi energetici dell’illuminazione pubblica. L’illuminazione pubblica come banco di prova di una vocazione ecologica della città. Non solo l’amministrazione comunale, ma chiunque conosca il costo “ambientale” dell’energia, salutano con interesse e apprezzamento iniziative mirate alla riduzione di consumo energetico. Arrivano finalmente i primi dati sui consumi e i risultati vanno oltre ogni più rosea previsione. Il risparmio misurato è di quasi il 50%. «Il comune di Ittiri — dichiara il sindaco Tonino Orani ha affidato alla società Eligent del gruppo Sorgenia l’installazione, su ciascun palo dell’illuminazione pubblica, di un dispositivo chiamato “dibawatt”, di cui la Sorgenia detiene il brevetto.
Il comune di ITTIRI risparmia con i «dibawatt»

 

Tale brevetto ha una serie di effetti positivi, sia sulla durata delle lampade che sul consumo. L’installazione — prosegue — preceduta da una sperimentazione su un numero ridotto di punti luce, è avvenuta a cavallo tra i mesi di marzo e aprile del 2008. Oltre all’installazione dei dispositivi che abbattono il consumo si è anche provveduto a sostituire le lampade al mercurio con quelle a ioduri di sodio e a sostituire diverse armature. Tutta l’operazione — precisa Orani — che costa complessivamente oltre 240mila euro, si autofinanzia con il risparmio nei consumi. A questo scopo è stato stipulato un contratto di leasing per il pagamento, con rate bimestrali di circa 8mila euro da effettuare in 5 anni. Solo ora — sottolinea il sindaco — si possono iniziare ad analizzare e comparare i dati sui consumi a causa della pessima abitudine delle società fornitrici di energia elettrica di fatturare per consumi presunti e non effettivi. L’ipotesi iniziale di risparmio era del 40%, ebbene, confrontando i consumi del mese di novembre del 2007 (prima dell’installazione del dibawatt) con quelli di novembre 2008, ovvero con il dibawatt in funzione, il risparmio misurato è di quasi il 50%. Esattamente la metà di quanto veniva consumato in precedenza. Siamo passati da un consumo annuo di circa 1.300.000 KWh a circa 650.000, realizzando in un anno un risparmio di circa 80.000 euro sulla bolletta elettrica. 
Ciò significa che una volta pagato il canone annuale del leasing che è di circa 48.000 euro, rimangono a disposizione nelle casse del Comune circa 30.000 euro in più all’anno. 
Questo — fa notare Orani — è il risparmio riferito ai primi 5 anni nei quali si paga l’investimento, dopo di che il risparmio sarà interamente introitato dal Comune». 
Risparmiare consumi elettrici non vuoi dire soltanto spendere di meno, vuol dire anche ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, che in Italia equivalgono a circa 506 grammi per kWk prodotto. «Nel nostro caso — spiega il sindaco — la riduzione annuale di C02 è quindi di circa 330 tonnellate all’anno. Vuol dire anche consumare meno energie fossili non rinnovabili, in termini tecnici TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) che grazie all’installazione del dibawatt saranno 143 in meno. 
I dati — conclude Tonino Orani — parlano da soli, e sono la dimostrazione che anche un piccolo Comune può intraprendere la via di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ecosistema e conseguire risultati significativi». Soddisfatto il sindaco Orani: «Nel 2008 abbiamo tagliato i costi della metà»  La Nuova Sardegna del 08/04/2009 - Vincenzo Masia

 

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