Amministrazioni del territorio sul piede di guerra contro l’aumento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti decretato dalla Regione alla fine del 2009. Oltre trenta sindaci dei Comuni che da quest’anno conferiranno al nuovo impianto di Coldianu si sono riuniti per discutere dell’aumento del 40 per cento della tariffa di smaltimento. Con un documento unitario gli amministratori hanno dichiarato lo stato di agitazione per ottenere il blocco dell’aumento dei costi, e quindi delle bollette a carico di cittadini e imprese, e hanno chiesto un incontro al neo assessore regionale all’Ambiente Giuliano Uras.
Vedi il documento di protesta
Gli aumenti colpiscono diversi comuni del Logudoro, Goceano, Meilogu e Coros, che dovranno conferire al nuovo impianto di compostaggio e selezionamento realizzato dal Consorzio industriale di Chilivani a Coldianu. Una struttura moderna, costata 6 milioni di euro e finalizzata a produrre compost di qualità e a selezionare le frazioni di rifiuti che vengono conferiti in maniera indifferenziata. La Regione ha deliberato l’entrata in vigore della legge nazionale che vieta “il conferimento in discarica della frazione secca dei rifiuti se non preventivamente trattati a meno che non provengano da una adeguata raccolta differenziata”, stabilendo nel contempo una nuova tariffa di conferimento di 94.91 euro per tonnellata per il secco e di 70.58 per l’organico. Oltre a ciò la Regione ha deciso che la premialità dovuta ai Comuni virtuosi per le percentuali di differenziata saranno erogate solo se la frazione organica sarà conferita in sacchetti biodegradabili presso impianti che producono compost di qualità. «L’aumento di costi dovuti al pre-trattamento della frazione secca dei rifiuti - si legge nel documento dei sindaci - si abbatte su tutti i Comuni, e non solo su quelli che non differenziano adeguatamente. Infatti, da un lato i Comuni cosiddetti virtuosi devono sostenere maggiori oneri alla fonte, dall’altro devono sostenere ulteriori costi per il pre-trattamento di una frazione secca che necessita di trattamento prima di essere conferita in discarica». Un “paradosso”, secondo gli amministratori, che richiedono che la Regione intervenga stabilendo delle differenziazioni tra comuni più o meno virtuosi e ridisegnando lo schema delle premialità. «Nella malaugurata ipotesi che l’impianto di Mores, nel quale conferisce la stragrande maggioranza dei Comuni, tra l’altro in virtù di contratti pluriennali, non risultasse produrre compost di qualità - dicono i sindaci -, i Comuni si vedrebbero costretti, pur di avere la premialità, a conferire nell’impianto di Coldianu a costi raddoppiati (si va da 35 a 70 euro più Iva a tonnellata) oppure correrebbero il rischio di perdere il beneficio della premialità. In un caso e nell’altro si avrebbe un maggiore onere nel conferimento. Nella situazione economica in cui ci dibattiamo non sarebbe un’ipotesi sostenibile. E in questo modo si vanifica tutto il lavoro di educazione a un corretto comportamento da parte dei cittadini. Un lavoro che è tuttora in corso e che si basa sulla promessa di non aumentare, e forse diminuire, le tariffe grazie ai risparmi conseguiti attraverso la differenziata».
Fonte La Nuova del 08/01/2010 - Barbara Mastino