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Cerimonie in ricordo dei caduti in difesa della libertà

03 Novembre 2006

Anche quest'anno in occasione della giornata delle Forse Armate del IV Novembre, il Comune intende ricordare i caduti di tutte le guerre. In particolare, l'amministrazione comunale rievoca tutti i caduti del primo conflitto mondiale del 1915-18. Fu altissimo anche ad Ittiri il tributo pagato. Un'occasione solenne per ricordare coloro che al prezzo della vita hanno contribuito alla difesa della patria e della libertà. Drammi, sofferenze indicibili che non possono essere dimenticate.

Cerimonie in ricordo dei caduti in difesa della libertà

Quest'anno è anche l'occasione per ricordare la memoria di un valoroso soldato di Ittiri, che probabilmente soltanto i più anziani ricordano, essendo del 1917. Si tratta di Antonio Sanna, protagonista del conflitto italo-greco.
Di lui i familiari conservano una commovente lettera inviata dal fronte, in Jugoslavia, dove il soldato rimase prigioniero per cinque anni. Un uomo forte, di temperamento, come viene descritto dal colonnello Edmondo De Renzi che lo promosse da Sergente maggiore ad Aiutante di Battaglia con questa motivazione: "Sottufficiale fiero e vibrante, sempre pronto a osare. Si offriva volontariamente, si legge nell'attestato ricevuto da Sanna, al valoroso tentantivo di occupare in pieno giorno una postazione nemica con un manipolo di ardimentosi. Dopo 4 ore di ripetuti assalti andati a vuoto il Sanna vedendo morire i propri uomini sotto il tiro del guoco nemico, assumeva con grande coraggio il comando dei superstiti e riusciva a recuperare tutte le armi automatiche.
A sera - conclude la motivazione - Antono Sanna si portava sotto la posizione del nemico e dopo aver respinto il primo attacco, occupava la posizione e liberavaa alcuni prigionieri, consentendo anche di riuscire a prestare soccorso ai numerosi feriti. Erano i giorni del 10 e 11 marzo 1941. la lettera del valoroso "Aiutante di Battaglia" ai propri familiari risale al 23 marzo dello stesso anno; nella missiva scritta dalla zona di Belgrado, una descrizione dei propri compiti, i saluti a tutti i cari ed in particolare agli impiegati dell'ufficio postale ed un "arrivederci a presto". Il prigioniero riuscì a far rientro in Sardegna, a Siligo, dove è deceduto cinque anni fa.
Il programma della manifestazione del IV Novembre prevede il raduno di autorità, civili e militari alle 9.15 in piazza del Comune, seguirà la santa messa presso la chiesa di San Francesco. Alle 10.30 sarà deposta una corona d'alloro presso il monumento dedicato ai "Caduti di tutte le guerre", in piazza Giovanni Maria Simula. E' questo, sicuramente, il momento più toccante della cerimonia. Più tardi, nell'auditorium di via Boccaccio, si terrà il dibatito sul tema "Eventi significati del 1916", a cura del ricercatore universitario Daniele Sanna.

Fonte : Nuova Sardegna - A.Dore


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